domenica, 14 febbraio 2010

Lettera aperta al mio “dottore” preferito

Caro dottore

Quando trasferisti il tuo studio medico di fronte casa mia io aspettavo

mia figlia e mi sentii subito privilegiata, per avere un pediatra vicino casa,

poi ti conobbi e mi piacesti allora e sempre.

Ho sempre amato il tuo modo di fare, schietto, sbrigativo,

quasi scorbutico all’apparenza, invece attento e percettivo

nelle emergenze.

Quante volte sono corsa da te, anche fuori orario, piangente

come una fontana, per chiederti di visitare quella

mia neonata sempre urlante e agitata

che mi faceva passare le notti insonni e tu lì

a spiegarmi che ero io ad aver bisogno di qualcuno

che mi sostituisse per qualche notte.

Quella volta che ti dissi che la bimba aveva

gli occhi storti e ricordo

il tuo sguardo che mi diceva: -non ha gli occhi storti,

ma è meglio che ti dia la possibilità di sentirtelo dire da un oculista,

altrimenti tu non la finisci di seccarmi-…dopo la visita specialistica

tornai da te per dirti che l’oculista mi aveva detto le stesse cose

che mi avevi detto tu e ricordo la tua voce, beffarda:

“però adesso sei più contenta…”.

Quanti episodi potrei raccontare per esprimere l’affetto che

negli anni ho provato per te.

Poi è nato il mio secondo figlio, che ha avuto parecchi problemi

di asma e allergia ma anche quella volta ce la siamo

cavata bene, e tu me lo dicevi:

sono problemi che con gli anni si risolveranno…

difatti è stato così.

Ormai sono passati vent’anni dalla nostra conoscenza, i

miei ragazzi sono cresciuti e due anni fa

anche Alessio è passato dal medico generico …

però ancora una volta ho sentito il bisogno di te,

di confidarti un problema che mi pesava come un macigno,

avevo bisogno di una tua parola

per aiutarmi a capire l’aspetto

oscuro del carattere del mio ragazzo e,

nonostante ormai tu non fossi più nel nostro

“tesserino sanitario”, sei stato lì ad ascoltarmi e

a darmi un consiglio, come allora,

come il padre che non ho avuto.

Tutto questo avrei voluto scrivertelo…

tante volte mi è venuto in mente di farlo,

di portarti una scatola di cioccolatini e di ringraziarti per quello

che hai fatto per me, per la tua disponibilità, il tuo sorriso,

la tua battuta e, perché no, anche la tua sgridata,

invece non l’ho mai fatto, per il tempo,

il lavoro, in realtà perché ci lasciamo sfuggire

quell’attimo di buona volontà

e scrivere due parole costa fatica e noi

siamo sempre alla ricerca di riposo …

poi ci accorgiamo che di tempo non ne abbiamo più.

Io me ne sono accorta oggi,

che ho saputo che non ci sei più, che te ne

sei andato, e mi fa male il cuore,

perché eri una persona meravigliosa e

perchè sento la mancanza di qualcosa tra di noi.

Oggi voglio fare una promessa, soprattutto a me stessa:

non lascerò mai più in sospeso qualcosa che voglio dire,

in bene o in male.

Non voglio più sentire questo pentimento per non aver

scritto una lettera che dichiari un affetto o qualcos’altro.

Il dolore ci sarebbe comunque ma diverso .

Spero che tu sia in un posto migliore, o che rinasca in

qualcosa di straordinarissimo, perché qualcosa di

straordinario lo sei gia stato in questa vita.

Grazie di tutto.

 

martedì, 02 febbraio 2010

un cocomero tondo tondo

             

Sono piccoli,

 

sono i più piccoli del nido, questi “miei”

nuovi bambini.

Il più piccolo ha cinque mesi,

il più grande quindici.

Definiti lattanti dalla “categoria” usata

per la suddivisione delle sezioni,

sono urlanti, piangenti,

perennemente col moccio al naso,

sporchi di cibo e cacca.

All’inizio di questa mia avventura

non volevano abituarsi

a me, che sostituivo un uomo 

molto affezionato a loro.

Adesso mi conoscono, vengono in braccio,

si fanno imboccare

e coccolare.

Ovviamente mi hanno rubato un pezzo di cuore,

tutti,

e , benché all’uscita del lavoro sono

davvero stravolta

-oltre che supportare le educatrici, pulisco e curo

tutta la sezione-,

vado a casa cantando le loro canzoncine

mentre guido la mia vecchia panda

la pazzia avanza.

 

 

                               

mercoledì, 27 gennaio 2010

il grande imbroglio?!

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2009

Ahmadinejad: l'Olocausto è un grande imbroglio

 

 

 

 

Letto sul sito belga “7sur7” alla data del 3 Giugno 2009:
“Ahmadinejad definisce l’Olocausto un grande imbroglio“

 Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha attaccato
Israele ancora una volta definendo mercoledì l’Olocausto
“un grande imbroglio”.

Nelle affermazioni pubblicate sul sito internet della
televisione iraniana il presidente sostiene che le democrazie
liberali hanno degradato “i valori umani”.

“L’identità della democrazia liberale è stata rivelata
al mondo intero dalla sua protezione del regime più criminale
della storia dell’umanità, il regime sionista [Israele],
utilizzando il grosso imbroglio che è l’Olocausto”.

Il presidente si è espresso in tal senso davanti a
600 universitari e religiosi invitati alle commemorazioni
del 20° anniversario della morte del fondatore della repubblica
islamica, l’ayatollah Khomeiny, celebrata giovedì.

“Il solo mezzo di sostituire il pensiero liberale è
di ritornare all’insegnamento dei divini profeti”,
ha detto Ahmadinejad.

“Il pensiero e i metodi dei regimi liberali hanno
abbassato il livello della perfezione umana.
I regimi liberali non possono risolvere i problemi
politici più semplici del mondo”, ha aggiunto".

                        dal blog di ANDREA CARANCINI

domenica, 17 gennaio 2010

non preoccuparti, ci sono qua io -fino a che non scade il contratto-

                                  

Si ricomincia.

Domani un nuovo inizio : nuova sede, nuove conoscenze,

nuove abitudini.

Ogni volta è mettersi in gioco, farsi conoscere e quando

ti apprezzano, si abituano e  ti abitui ecco che scade il contratto

e devi ricominciare da capo.

Sono consapevole che la cosa importante è avercelo, il lavoro,

ma non nego che speravo in un nuovo periodo nella stessa sede

con gli stessi bambini, che mi cercano, chiamano per nome,

che mi conoscono.

Io sono pronta, benché delusa, ad affrontare questo cambiamento

ma sorge in me una domanda: i bambini si ritrovano ogni tre,

quattro mesi a cambiare  “tata”, a fidarsi di una persona nuova che

conosce le loro abitudini e mi rivolgo virtualmente a loro:

piccolo Mohamed, che vuoi essere chiamato topolino,

piccolo Mattia, che porti ancora il pannolino,

piccolo Gabriel che ti vergogni a fare la cacca e vuoi

che mi nasconda finchè non hai finito,

piccola Delia, che mi racconti i tuoi “affari di famiglia” con occhi

sgranati … e a tutti gli altri che si sono affezionati alla mia presenza:

ci sarà qualcun altro ad occuparsi di voi, sperando che abbia

la sensibilità di capirvi.

Mi rivolgo agli adulti:

c’è tutela nel cambiamento periodico di una figura che entra in

contatto anche in momenti intimi del bambino?

Aspetto le vostre opinioni …

 

martedì, 05 gennaio 2010

Milo

                                                 

                             

Questo è Milo … è stato il regalo di Natale che ci ha fatto il mio fanciullo.


Questo affaruccio di 700 grammi lungo quanto una scarpa numero 42 e magro come la fame ha varcato la soglia di casa mia fra le sue braccia. Prelevato dalla mamma e padroni che non potevano tenerlo, ovviamente ha trovato un tetto da me – mi sa che ci hanno preso per un rifugio per animali-.

È di un’esuberanza illimitata, sta facendo impazzire tutti, compreso il povero Ricky che fra cane e gatto non ci capisce più niente.

Mangia da spavento, sporca dappertutto, ma direi che è estremamente adorabile … lo amiamo alla follia, ormai siamo cotti di questa pallina pazza che strumpallazza (come citava una vecchia pubblicità)

 

mercoledì, 16 dicembre 2009

a te che "sei lontana"?

             

Nessun luogo è lontano
Richard Bach

“Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”


 

Rae, cara!
Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l'ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse: "Ci capisco ben poco, in quel che dici, ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa".
"Ma sicuro che vado, alla festa" dissi io. "Cos'è che ti riesce tanto difficile da capire?"
Lui non rispose niente, lì per lì, ma quando arrivammo alla casa del gufo, mi disse: può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se tu desideri essere da Rae, non ci sei forse già?".
"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno con un regalo" dissi al gufo.
Mi parve strano dire vado, è vero, dopo quanto mi aveva detto il colibrì, ma lo stesso mi espressi in quel modo, perché Gufo mi capisse.
Lui pure restò zitto per un pezzo, seguitando a volare.
Un silenzio tutt'altro che ostile.
Ma quando mi ebbe condotto sano e salvo a casa dell'aquila, così mi parlò: "Ci capisco ben poco in quel che dici, ma men che mai capisco perché chiami piccola, la tua amica".
Ma sicuro che è piccola" dissi "dal momento che non è ancora grande. Cos'è che ti riesce tanto duro da capire?"
Gufo allora mi guardò, coi suoi occhi profondi color ambra, mi sorrise e mi disse: "Pensaci su".
"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno con un regalo" dissi all'aquila. Mi faceva un po' specie, veramente, dire vado e dire piccola, dopo quanto mi avevano detto Colibrì e Gufo, ma lo stesso mi espressi a quel modo, affinché Aquila potesse capirmi.
Insieme volammo, al di sopra delle vette, a gara con i venti di montagna. Alla fine lei mi disse: "Ci capisco ben poco in quel che dici, ma men che mai capisco la parola compleanno".
"Ma sicuro: compleanno" dissi io. "S'intende festeggiare il giorno in cui ebbe inizio la vita di Rae, e prima del quale lei non c'era. Cosa c'è di tanto difficile da capire, in questo?"
Aquila allora incurvò le ali e dopo una picchiata rapidissima, atterrò con dolcezza, su una roccia, nel deserto. "Ci sarebbe stato un tempo anteriore alla nascita di Rae? Non pensi piuttosto che la vita di Rae sia cominciata prima ancora che il tempo esistesse?"

"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno con un regalo" così dissi anche a Falco. Mi suonava un po' strano tuttavia dire vado, dire piccola e compleanno, dopo quanto avevo udito da Colibrì, da Gufo e Aquila, tuttavia così mi espressi perché Falco mi capisse.
Sorvolammo veloci il deserto, e alla fine lui mi disse: "Sai capisco ben poco di ciò che mi dici, ma meno di tutto mi spiego quel tuo sta crescendo".
"Ma sicuro che Rae sta crescendo" dissi io "Adesso è più vicina all'età adulta, e un anno più lontana dall'infanzia.
Cosa c'è di tanto arduo da capire, quanto a questo?
Falco alfine atterrò su una spiaggia solitaria.
"Un anno più lontana dall'infanzia? Non mi sembra che questo sia crescere!"
Si sollevò di nuovo in volo e, di lì a poco, scomparve.
Il gabbiano, lo so, era molto saggio.
Volando insieme a lui, riflettei bene prima di parlare e scelsi con cura le parole, dimodoché capisse che qualcosa pur avevo imparato.
"Gabbiano" gli dissi alla fine "perché mi porti in volo da Rae, quando sai che in realtà io già sono con lei?
Di là dal mare, di là dai monti, finalmente il gabbiano calò e si posò sopra il tetto di casa tua.
"Perché l'importante mi disse che tu sappia la verità. Finché non la sai - finché non la capisci veramente - puoi soltanto afferrarne qualche stralcio, o brandello, e non senza un aiuto dall'esterno: da macchine, uomini, uccelli. Ma ricordati" disse "che l'essere ignota non impedisce alla verità d'essere vera".
Ciò detto disparve.
E' venuto il momento di aprire il regalo.
I regali di latta e lustrini si sciupano subito, e via. Io invece ho un regalo migliore, per te.
E' un anello da mettere al dito. E brilla di una luce tutta sua.
Nessuno può portartelo via; non può essere distrutto. Tu sei l'unica al mondo che riesca a vedere l'anello che io ti dono, come io ero l'unico in grado di vederlo quand'era mio.
Questo anello ti dà un nuovo potere. Messo al dito, potrai levarti in volo con tutti gli uccelli dell'aria - vedere attraverso i loro occhi dorati - palpare il vento che sfiora le loro vellutate piume - e potrai quindi conoscere la gioia di sollevarti lassù, in alto, al di sopra del mondo e di tutte le sue pene. Potrai restarci quanto ti parrà, su nel cielo, al di là della notte, e oltre l'alba. E quando avrai voglia di tornar giù di nuovo, vedrai, tutte le tue domande avranno risposta e tutte le tue ansie si saranno dileguate.
Al pari di ogni cosa che non può toccarsi con mano o vedersi con gli occhi, il tuo dono si fa più potente via via che lo usi.
Dapprincipio l'impiegherai solo quando sei fuori di casa, all'aperto, guardando l'uccello insieme al quale voli.
Ma poi, più in là, se l'adoperi ben bene, funzionerà anche con quegli uccelli che non vedi; finché t'accorgerai che non ti occorre né l'anello né l'uccello per volare al di sopra delle nubi, nel sereno.
E quando arriverà per te quel giorno, tu dovrai a tua volta donare il tuo dono a qualcuno che sai ne farà buon uso; costui potrà apprendere, allora, che le uniche cose che contano sono quelle fatte di verità e di gioia, e non di latta e lustrini.
Rae questo è l'ultimo anniversario che festeggio con te in modo speciale.
Dai nostri amici uccelli ho imparato quanto segue.
Non posso venire da te, perché già ti sono accanto.

Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta: sei grande e giochi con il tempo e la vita - come tutti facciamo - per il gusto di vivere.
Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai.
Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d'avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle.
Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità: così pure questo anello.
Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà - nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire.

                                                   Per te, Maddy …

 

sabato, 28 novembre 2009

torno, torno...

                        

 

Ciao a tutti, vi sono mancata un pochino?
La mia assenza è forzata da un paio di
motivi che vengo a spiegarvi dal pc di
un'amica:
il mio computer ha avuto qualche problemino
di salute e io ho avuto da studiare per il
modulo ecdl, che ho passato questa mattina
con esito positivo - evvai, ne mancano più
solo 5, eh eh -
Non disperate, tornerò, tornerò....

domenica, 22 novembre 2009

quando cambierà qualcosa?

                               

BRESCIA - Il finestrino dell'auto che s'infrange sotto il colpo di una mazza da baseball è stato, per una coppietta bresciana, l'inizio di una notte di terrore, a Rovato (Brescia). Quando si è conclusa, stamani poco prima delle sette, lei era stata investita ben due volte, sequestrata in auto per cinque ore, stuprata. Lui è stato ferito da una coltellata all'addome. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Chiari hanno portato all'arresto di un marocchino di 24 anni residente nella zona. Aveva sniffato cocaina prima di compiere lo scempio che, da un punto di vista penale si traduce in sequestro di persona, tentato omicidio, violenza sessuale plurima, lesioni personali gravi. Voleva a tutti i costi una donna dopo essersi drogato e si è avvicinato, prima, ad un'altra coppietta. Ma loro sono fuggiti e allora è andato in cerca d'altre prede. Le ha trovate nei pressi della piscina comunale, appartati su una 'Punto'.

La ragazza ha 28 anni, il ragazzo 9 di meno. L'intimità è stata devastata da un colpo di mazza da baseball. Lo spavento non è stato tale da indurre il ragazzo a rinunciare a qualsiasi tipo di difesa. E' riuscito a strappare la mazza di mano al marocchino e a colpirlo alla testa. L'aggressore aveva però con sé l'arma di scorta, un coltello che ha estratto e con cui ha colpito all'addome il rivale. E' quindi salito in auto, con la ragazza, ed è partito. Lei ha trovato il coraggio per gettarsi dall'auto in movimento l'immigrato ha deciso di punirla. L'ha investita ben due volte, ne avrà per una novantina di giorni. Poi, la notte di stupri, pare almeno 5 volte. L'ha portata tra i vigneti della zona, verso Erbusco e l'ha violentata fino all'alba.

Alle sette ha lasciato l'auto con a bordo la donna a circa mezzo chilometro da dove aveva seminato il terrore. "Per tre ore mi sono aggrappata al pensiero di vivere. Mi sono detta devo sopravvivere anche se credevo che mi avrebbe ammazzato", avrebbe raccontato la ragazza al padre. Le indagini si sono concluse nel primo pomeriggio, dopo che la descrizione dettagliata fornita dalle vittime aveva aiutato i carabinieri nelle ricerche del marocchino. Ben Karim Charkaoui, residente nella zona, è stato rintracciato e portato in caserma. La voce dell'arresto si è sparsa e alcune decine di persone si sono radunate nei pressi della caserma di Rovato. Quando è uscito hanno cercato di avvicinalo minacciosamente, la sensazione che si puntasse a un linciaggio è stata forte, ma tutto è stato tenuto sotto controllo.

Da quando ho sentito questa notizia una cosa mi frulla in testa: a detta del tiggì questa ragazza ha il bacino fratturato, il polmone bucato e una costola rotta … quanto deve aver sofferto durante la ripetuta violenza sessuale?

Per fortuna mia posso solo immaginarlo.

Non ho parole per esprimere il mio disgusto, la mia rabbia, per tutte le violenze che si susseguono, non è ora di fare qualcosa di concreto, punizioni più severe, prima che il popolo stesso cominci a farsi giustizia da sé?

 

 

martedì, 03 novembre 2009

alda merini

                        

 

 

A tutte le donne

 

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

 

sabato, 24 ottobre 2009

gatto in affido

                          

L’altra mattina, mentre il mio consorte stava  uscendo,

 si è infilato a casa  un micetto.

Lascio immaginare il trambusto che ha creato

questo  inaspettato momento: tra il cane,

curioso di conoscere questo nuovo soggetto,

i figli pronti per andare a scuola,

io che avrei voluto farmi ancora mezz’oretta di sonno,

perché erano le sei e mezza …

insomma non ci si capiva più un tubo!

Sembravamo a Porta Palazzo –per chi non è

pratico, è il più grande e importante mercato di

Torino-  e non in una casa civile.

Insomma:, abbiamo battezzato

l’esserino MILO ,  giusto che avesse un nome,

e lo abbiamo nutrito e coccolato tutto il giorno, facendo pure

saltare lezione ai fanciulli impazziti di gioia per l’avvenimento.

Abbiamo cercato di capire da dove arrivasse questo

dono del cielo ma,  ovviamente, nel palazzo

 erano quasi tutti a lavoro.

A sera inoltrata è tornata la mia dirimpettaia e,

con costernazione dei miei figli, abbiamo scoperto

che era suo .

MILO è PEPE e ha quasi tre mesi: una pallina grigio perla

con le zampette, la punta della coda e il girocollo

simmetricamente bianchi, due occhi verdi

meravigliosamente accattivanti e  simpatia

da vendere.

Caso ha voluto che la padroncina stesse cercando un cat-sitter

per qualche weekend di lavoro a Milano e neanche a dirlo ci

siamo presi noi questo … “gatto” da pelare …

Morale della favola: ecco a voi il nostro nuovo amico,

non è delizioso?

                          

lunedì, 19 ottobre 2009

lunedì, piccin piccino...

                                  glitter

Ecco il lunedì che ci prende per la gola! No, non per la gola nel senso goloso, con croissant e cappuccino, toast e spremuta, eggs and bacon, no no, proprio per la gola nel senso che ci uccide avvolgendo le sue sporche spire attorno al nostro fragile e ancora addormentato collo ancora caldo di letto!

E noi, tapini, che subiamo in silenzio la sua crudele violenza.

Ci laviamo, trangugiamo un caffè dolcificato (per smaltire gli abusi domenicali), ci vestiamo e partiamo per il fronte ad affrontare un'altra settimama di guerra urbana.

Attraversiamo il traffico con coraggio, poi le nostre strade si dividono:

chi va in ufficio ad affrontare capuffici e capi scazzati e nervosi.

Chi va ad affrontare macchinari rumorosi in fabbriche fredde e sporche.

Chi va ad affrontare la famiglia difficile, la casa da ripulire, letti da rifare.

Chi va per uffici a sbrigare problemi vari, affrontando impiegati  (quelli di prima) scazzati.

Insomma, ognuno di noi, bene o male, riprende la vita di sempre... e aspetta, giorno per giorno, un altro weekend per "staccare la spina"....ma, siamo sicuri che tutti la stacchino, poi?

(ripropost...) 

lunedì, 12 ottobre 2009

La frase preferita dalle insegnanti, maestre, educatrici -che dir si voglia-

                                                                 

                     

                                         

Non abbiatene a male, carissime, questa non vuol essere

una critica, bensì un appunto per evidenziare

ironicamente e simpaticamente la frase che sento

ripetere più spesso a scuola.

-ai bambini di prima elementare:

 basta fare chiasso! Non siete più alla materna,

siete ormai grandi!

-ai bambini di cinque anni:

insomma, ormai non siete più piccoli,

l’anno prossimo andrete alle elementari!

-ai bambini di quattro anni:

silenzio, ormai non siete più piccoli come l’anno scorso

che avevate tre anni ed eravate al primo anno!

-ai bambini di tre anni:

comportatevi bene, “ragazzi”,

ormai non siete al nido, siete grandi!

-ai bambini di due anni:

caspita, ormai non siete più piccoli, perché venite al nido!

Adesso dico io: ma è un delitto o un peccato

essere considerati piccoli, in questo mondo?

Io già mi vedo l’ostetrica che urla

fra le gambe della partoriente:

suvvia, non ci fare più arrabbiare, ormai sei grande,

esci da lì senza  fare capricci!

                       

giovedì, 01 ottobre 2009

una gitarella

 

                    

                

Scoprire la storia di una piccola e poco conosciuta città può risultare una sorpresa interessante.

Questa cittadina, sorta nel 1200, ha resistito ad assedi e peste grazie alla sua costruzione tattica –a celle- ha dato i natali a Sebastiano Taricco , pittore, scultore e grande interprete della trasformazione della città stessa.

Alcune chiese sono protagonista della sua arte.

In una gita domenicale, sotto il velo di una giornata umida, profumata di funghi e addolcita dai basìn di Cherasco –deliziosi “biscocioccolatinocciolati” (rinomate nocciole del posto) ho scoperto questa “chicca” da condividere con chi ha voglia di guardare cose belle.

 

giovedì, 24 settembre 2009

il mio nome

                            

IL MIO NOME E' MAI PIU'

(feat. Ligabue & Piero Pelù) 
Io non lo so chi c'ha ragione e chi no 
se è una questione di etnia, di economia, 
oppure solo pazzia: difficile saperlo. 
Quello che so è che non è fantasia 
e che nessuno c'ha ragione e così sia, 
e pochi mesi ad un giro di boa 
per voi così moderno 

C'era una volta la mia vita 
c'era una volta la mia casa 
c'era una volta e voglio che sia ancora. 
E voglio il nome di chi si impegna 
a fare i conti con la propria vergogna. 
Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni 

Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più... 

Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo 
c'è stato un tempo in cui io credevo 
che arruolandomi in aviazione 
avrei girato il mondo 
e fatto bene alla mia gente 
(e) fatto qualcosa di importante. 
In fondo a me, a me piaceva volare... 

C'era una volta un aeroplano 
un militare americano 
c'era una volta il gioco di un bambino. 
E voglio i nomi di chi ha mentito 
di chi ha parlato di una guerra giusta 
io non le lancio più le vostre sante bombe, 
bombe, bombe, bombe, BOMBE! 

Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più... 

Io dico si dico si può 
sapere convivere è dura già, lo so. 
Ma per questo il compromesso 
è la strada del mio crescere. 
E dico si al dialogo 
perchè la pace è l'unica vittoria 
l'unico gesto in ogni senso 
che dà un peso al nostro vivere, 
vivere, vivere. 
Io dico si dico si può 
cercare pace è l'unica vittoria 
l'unico gesto in ogni senso 
che darà forza al nostro vivere. 

Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più, mai più, mai più 
Il mio nome è mai più... 


venerdì, 18 settembre 2009

un'altra data da non dimenticare

E’ sempre presto per l’ultimo viaggio,

impavido l’hai affrontato.

Noi non siamo migliori per essere rimasti,

ma solo incoscienti.

Possa la tua essenza librarsi libera nell’aria,

nei boschi, sui mari e nei cieli rossastri.

Quando rugiada tornerai o, semplice soffio,

vibra ancora un istante,

l’istante che racchiuderà una nostra consapevolezza.

L’avorio velo, in adagio, non ha colpa.

Le gentili pieghe della stoffa son proprie tue.

Il respiro non serve e… sei ancora.

La stessa luce che ti cerca non è più luce,

i riflessi non riflettono e l’aria non capisce.

Donati ancora, riequilibra le leggi,

all’interno di quel mondo anche nostro che

solo per una manciata di probabilità

non conosciamo ancora.

DAL WEB         

                           

sabato, 12 settembre 2009

porca influenza!

                           

Con l’avvicinarsi della vaccinazione di massa contro l’influenza suina, aumentano anche le notizie allarmistiche sui nuovi casi e ledichiarazioni pro vaccino degli esperti di turno.

Purtroppo non viene quasi mai data voce a quegli esperti che invece sono nettamente contro a questa vaccinazione, ma questo fa parte delle regole di questo gioco, regole che mirano a far vaccinare milioni di persone, giustificando così l’enorme spesa dello Stato per questa banale influenza.

Regole che mettono in primo piano il profitto ed in ultima posizione proprio la salute del cittadino a cui verrà iniettata una dose di vaccino i cui effetti a lungo termine sono sconosciuti.

Inoltre, la fretta di mettere in commercio questo vaccino, può aver influito sui test di sicurezza eseguiti? La domanda classica è: chi controlla i controllori?

Ma ora veniamo alle dichiarazione del viceministro della Salute Ferruccio Fazio, dichiarazioni che, a mio parere, sono molto "illuminanti"...

"Il governo pagherà il vaccino dell’influenza A": ha assicurato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio a margine della riunione dell’Unità di Crisi al ministero del Welfare

Correzione viceministro, gli Italiani pagheranno.
Quei 48 milioni di vaccini non sono gratis.
Li abbiamo pagati noi con le nostre tasse perchè i soldi del governo sono nostri.

"Il picco del virus dell’influenza A si verificherà fra il 18 dicembre e il 18 gennaio con un numero di persone coinvolte che andrà da un milione e mezzo a tre milioni per 15 giorni di malattia".

Domandina, viceministro...Allora a cosa servirà vaccinare a fine gennaio gran parte della popolazione visto che il picco sarà molto prima? Forse a legittimare il costo di questa vaccinazione?

Visto che si punta alla vaccinazione come non mai, ecco alcune "curiosità" che dovrebbero essere un incentivo in più per vaccinarsi:

"Il mondo del calcio rischia, prendere misure", Dichiarazione di Enrico Castellacci, medico della Nazionale e presidente de ’Lamica’, l’associazione dei medici del calcio.

"L’influenza A può interessare anche il nostro mondo, per questo mi sto attivando per una riflessione che ci porti a verificare se dobbiamo adottare delle misure, e quali". In una nazione come l’Italia, dove il calcio è tutto, questa dichiarazione può far pendere la bilancia verso la vaccinazione...

E giusto per alimentare ancora di più la situazione di paura ed incertezza ecco arrivare la notizie di alcuni casi sospetti di doppia infezione, da influenza suina ed aviaria (nella variante H5N1).

Notizia poi smentita dall’ANSA stessa con la seguente dichiarazione: "Le autorità egiziane hanno smentito che ci sia a Hurgada un turista italiano colpito da una doppia infezione dal virus H1N1 e H5N1". "Dal canto suo il direttore dell’ospedale, Hossameddin Hassan Abdou, ha smentito anche che una seconda persona, un egiziano che rientrava in Egitto dopo un pellegrinaggio alla Mecca sia stato ricoverato in ospedale per una doppia infezione".

Un evento di questo genere sarebbe stato davvero grave, sia per l’alta mortalità del virus H5N1 e sia per la mancanza di un vaccino davvero efficace e con pochi effetti collaterali. Per fortuna questa sembra un’altra notizia dai toni "allarmistici" priva di fondamento.

Non preoccupatevi però,come dicevo negli articoli precedenti,da adesso, ci saranno notizie sempre più frequenti sull’influenza H1N1 e saranno tutte allarmistiche o dette in modo da confondere il cittadino.

Qualsiasi tattica è buona per vendere...

Ed ora un po’ di notizie positive.
Dopo le dichiarazioni di Giuseppe Mele presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), inerenti alla chiusura delle scuole per limitare la diffusione dell’influenza e l’opposizione a questa misura preventiva di molte altre associazioni pediatriche ecco che rovistando in rete spuntano dichiarazioni confortanti di altri pediatri su questo nuovo virus.

Il numero di dosi disponibili non consentirà probabilmente la vaccinazione di massa, del resto allo stato attuale neppure utile, data la relativa benignità del virus H1N1. Il vaccino verrà destinato prioritariamente ad alcune categorie, per motivi operativi (operatori sanitari, ad esempio) o clinici (portatori di patologia cronica, ad esempio).(fonte )

"Attenzione agli allarmismi: non dobbiamo dare spazio a posizioni e a scelte basate sull’emotività piuttosto che sulle evidenze scientifiche. La nuova A/H1N1 non può essere per ora considerata pericolosa. In questa fase è inutile la chiusura delle scuole."(fonte)

Come vedete la verità su questa nuova influenza è già in "circolo", basta cercarla.
Se molti mass media dessero risalto ad affermazioni di questo genere, forse, la paura per questo nuovo virus si attenuerebbe.

Ma forse non è nell’interesse di alcuni di questi media...

                                                                             articolo di AGORAVOX

 

 

mercoledì, 02 settembre 2009

UDITE UDITE

                                                                                                

      

Cosa c’è di meglio che pubblicare una buona notizia?

Seppur buona per me e non per voi, intendo

condividerla con quelli che mi hanno sostenuta

in questo periodo più o meno difficile.

Dopo un inverno trascorso a frequentare

un corso che mi ha dato la soddisfazione

di riscoprire me studentessa e con una

memoria niente male;  

dopo una primavera di stage e esami;

dopo un’estate trascorsa nell’attesa di

questo settembre che avrebbe dovuto portarmi

buone -o meno- nuove, ecco che oggi,

primo settembre 2009 la mia attesa è finita:

ho ricevuto la fatidica telefonata che mi diceva

“lei è assunta” …

giovedì saprò in quale scuola andrò, sono pronta.

Finalmente uno stipendio –ma state tranquilli,

per la ferrari aspetterò di vincere il superenalotto-.

 

 

domenica, 30 agosto 2009

le donne nascono così?

 

                     

giovedì, 27 agosto 2009

fiat o ferrari?

                

In attesa del debutto della 458 Italia il 15 settembre al Salone di Francoforte, il sito ufficiale Ferrari propone le prime immagini dell'abitacolo e in particolare del nuovo volante e del quadro strumenti "che rappresentano - dice una nota - un radicale mutamento nel concetto di ergonomia per quanto riguarda l'interfaccia uomo-macchina sulle vetture stradali della Casa di Maranello".

I comandi principali della vettura raggruppati sul volante, quelli secondari posti su due satelliti che si estendono dalla plancia, assolvono all'incremento della sicurezza, consentendo al pilota di concentrarsi totalmente sulla guida. E permettono di raggiungere le massime prestazioni in ogni condizione, derivazione dell'esperienza in F1. Lavorando in stretta cooperazione col Centro Stile Ferrari, gli ingegneri hanno
ripensato il posizionamento dei principali comandi di bordo

Adesso che conosciamo questa notizia ci siamo tranquillizzati, nelle nostre strade -con limiti di velocità a 50/60 km all’ora- potremo scorrazzare felici con la nostra futura ferrari nuova di zecca … pongo solo qualche quesito in merito:

- faranno la rottamazione per la mia pandina del ’99, visto che peraltro il colore è uguale uguale?

-  ci staranno le borse della spesa (una decina) e circa cinque o sei casse d’acqua?

-  ci saranno problemi a parcheggiare sotto casa oppure devo accollarmi l’ulteriore spesa di un posto auto?

Quasi quasi ci rinuncio …

 

mercoledì, 19 agosto 2009

per Alessio

    

                                   

                             

i cuori vicini

 


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?" 
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro. 
"Ma perché gridare se la persona sta al  suo lato?" disse nuovamente il pensatore. 
"Bene, gridiamo perché - desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replic
ò un altro discepolo. 
E il maestro torn
ò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" 
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. 
Allora egli esclam
ò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? 
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. 
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, 
parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. 
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. 
E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. 
I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.
Infine il pensatore concluse dicendo: 
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole 
che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta 
che non incontreranno mai più la strada per tornare."
                                               (Mahatma Gandhi)

                       

       Per te,  ragazzo mio… non lasciamo che i nostri cuori

       si allontanino